Tra langelo e il diavolo
Anya Matto


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Tra langelo e il diavolo    - ,          .    .  ,     ,    ,      .

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Tra langelo e il diavolo



Anya Matto



 Anya Matto, 2026



ISBN 978-5-0070-0669-9

     Ridero


Epigrafe



Abbiamo cos? tanta paura di schiantarci, che dimentichiamo come si vola.

Ma la verit? ? che lanima trova la sua forma

Solo sul confine tra la luce che ci acceca

E il buio che ci insegna a vedere lessenza.



Dedicato a chi non ha paura dei propri demoni.

E a chi sta ancora cercando la sua Roma







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Ognuno di noi ha parole che non pronuncer? mai ad alta voce. Quei pensieri che

girano in testa alle tre del mattino, quando il mondo intorno si ferma. Pensieri

sul fatto che non stiamo vivendo la nostra vita. Sul fatto di aver svalutato il

nostro cammino per la tranquillit? di qualcun altro.



Sono stanca di portarmi dentro queste parole.



Tra langelo e il diavolo  ? il mio monologo sul non detto. ? il diario

bilingue di una donna che sta in equilibrio sul filo sottile tra la luce che

salva e il buio che distrugge. Questo libro ? dedicato a tutti coloro che si

sono abituati a tacere per non far crollare la scenografia.



Forse, leggendolo, troverete finalmente il coraggio di gridare:

Io sono la vita

stessa!



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		Let? di vetro

		A sedici anni sei il re del mondo.
		O, per lo meno, ? quello che ti dici davanti allo specchio.
		Ti sembra di aver capito tutto,
		Che gli adulti siano solo dei folli,
		E che il tuo fuoco non si spegner? mai.
		Corri. Bruci. Baci chi non dovresti.
		Prendi decisioni che sembrano capolavori,
		Ma in realt?  sono solo incidenti stradali.
		Sei cos? pieno di te stesso,
		Da non notare i lividi che lasci sulla pelle degli altri.
		Non per cattiveria ma per troppa fame di vita.
		E poi arriva il dramma.
		Oh, questo fottuto, bellissimo dramma.
		Un messaggio non letto,
		Una parola sbagliata,
		Un treno perso
		E ti sembra che il cielo ti crolli addosso.

		Ogni piccola crepa ? un terremoto.
		Ogni pioggia ? il diluvio universal
		Eravamo fatti di vetro e arroganza.

		Pronti a frantumarci per un nonnulla,
		E sicuri della nostra immortalit?.
		Oggi sorrido, guardandomi indietro.
		Non c? colpa qui. Nessun giudizio.
		Era solo linizio del gioco.
		Il biglietto che sei obbligato a pagare
		Per imparare a camminare sulle tue stesse rovine.




Non scelgo tra lAngelo e il Diavolo. Scelgo il Fuoco che nasce nellesatto Istante in cui si sfiorano







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		Il rumore del silenzio

		C? unet? in cui il sangue fa troppo rumore.
		Ti chiudi in camera, alzi il volume al massimo,
		Per non sentire la voce del buonsenso
		Che bussa alla porta e dice: Fermati.
		Ma tu non vuoi fermarti.
		Tu vuoi schiantarti.
		C? lodio verso il mondo intero.
		Pensi che nessuno parli la tua lingua,
		Che gli adulti siano ciechi,
		E che il tuo dolore sia lunico vero, lunico sacro.
		Soffri perch ti senti unisola deserta.
		Un punto nero su un foglio bianco.
		Gridi dentro, sicura che il vuoto intorno a te
		Sia fatto di persone che non sanno capire.
		? una solitudine teatrale, rabbiosa, cieca.
		Rifiuti i consigli,
		Spegni i lampioni,
		E corri nel buio cercando qualcuno che ti salvi.
		Un volto, una mano, unombra da amare.
		Senza sapere,
		Senza capire ancora la lezione pi? crudele:
		Bussi a mille porte chiuse,
		Tenendo in tasca la chiave della tua stessa casa.
		Piangi perch pensi di essere sola.
		E non sai che lunica persona che pu? salvarti
		Lunica persona che non ti abbandoner? mai
		Sei tu stessa.
		Ma a quellet?, innamorarsi di se stessi
		? un lusso che non sai ancora accettare.

		 

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La persona pi? pericolosa nella stanza ? quella che ha gi? guardato il film della sua vita passata fino ai titoli di coda, e non ha pi? paura del buio







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		La guerra con lo specchio

		A quindici anni il nemico non ? l? fuori.
		Il nemico dorme nel tuo stesso letto.
		Indossa la tua pelle.
		Nessuno ti avverte del momento esatto in cui succede.
		Ieri correvi senza guardarti indietro,
		Il tuo corpo era solo un mezzo per arrivare prima, per saltare pi? in alto.
		Oggi, allimprovviso, si ? trasformato in una vetrina.
		Senti gli sguardi che ti pesano addosso come pietre.
		Ti misurano. Ti giudicano. Trovano sempre un difetto in te.
		Troppa carne. Troppe ossa. Troppo seno. Troppo poco.
		E inizi a chiedere scusa per lo spazio che occupi in questo mondo.
		Impari larte pi? crudele di tutte:
		Trattenere il respiro.
		Tirare in dentro la pancia,
		Finch non ti bruciano i polmoni,
		Finch non dimentichi come si vive senza tensione.
		Lo specchio diventa un tribunale.
		Ogni mattina ci vai per emettere la tua condanna.
		Ti pizzichi la pelle con rabbia,
		Vorresti tagliarla via con le forbici,
		Trasformarti in unimmagine liscia, finta, perfetta.
		In una bambola di plastica che non suda, non sanguina e non ha fame.
		? un silenzioso autocannibalismo.
		Ti divori da sola, pezzo dopo pezzo,
		Cercando di infilarti in un vestito cucito per qualcun altro.
		E la tragedia ? che nessuno ti ferma.
		Ti dicono come sei bella solo quando soffri.
		Ti premiano quando ti rimpicciolisci, quando scompari ancora un po.
		Passi anni in questa guerra fredda.
		Odiando lunica casa che non potrai mai lasciare.
		Non sai ancora che questo corpo,
		Quei difetti che cerchi di cancellare,
		Sono lunico strumento che avrai per ballare, gridare, fare lamore.
		Eri pronta a morire di ingiustizia pur di piacere agli altri.

		Senza capire che il mondo non ha bisogno di manichini.
		Il mondo ? terrorizzato a morte ma segretamente innamorato
		Di chi ha il coraggio di occupare il proprio posto.
		Senza chiedere permesso.

		  

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		Il sapore del branco

		A quellet? la paura pi? grande non ? la morte.
		Ma il non appartenere a nessuno.
		Volevamo essere come gli altri.
		Unombra grigia in mezzo a mille ombre grigie.
		Perch spiccare fa paura,
		Soprattutto quando il tuo scheletro ? fatto di carta,
		E lanima ? ancora troppo leggera per fare rumore.
		E cos?, impari a mentire.
		Bevi birra amara che ti d? la nausea,
		Solo perch la bevono tutti.
		Fumi sigarette scadenti per nascondere lodore della tua stessa insicurezza.
		Ti misuri addosso passioni che non sono tue,
		Vestiti che ti stanno stretti,
		Parole che non ti somigliano.
		Tutto, pur di non sentire il freddo di chi resta fuori dal cerchio.
		Loro hanno un nome per chi non si adatta: La pecora nera.
		Ma a me non importava del colore.
		Ero unanomalia. Un errore nel sistema.
		E faceva un male fottuto.
		Ho provato a volare con le loro ali prese in prestito.
		E sono caduta. Gi?.
		Fino a scorticarmi lanima a sangue sul cemento.
		Ma proprio l?, nel silenzio delle mie rovine, ho capito il segreto.
		Non aver paura di essere un corvo bianco.
		Non aver paura del tuo veleno.
		Io lho bevuto fino in fondo.
		Cadevo, s?. E restavo a terra.
		Ma non ho mai smesso di tendere la mano.
		A volte verso il cielo.
		A volte verso linferno.
		Perch, alla fine, il paradiso dei cloni ? noioso.
		E preferisco bruciare da sola,
		Piuttosto che spegnermi in mezzo agli altri.









La mia arte ? solo verit? clinica, stanca di tacere, che un giorno ha deciso di cantare







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		Il peso del futuro

		Devi scegliere.
		? il ritornello che ti sbatte in testa come un martello.
		Mentre hai ancora sulle labbra il sapore dellinfanzia,
		Ti mettono davanti a un incrocio di cemento.
		Cosa farai da grande? Chi sarai?
		Ma come cazzo faccio a saperlo?
		Non ho ancora visto il mondo,
		Non ho ancora assaggiato n sangue n vino,
		Non so come suona il mio cuore quando si spezza,
		E voi mi chiedete di disegnare tutta la mia vita
		In un foglio Excel.
		Ve ne state l?, nei vostri abiti grigi e con le vostre paure,
		E mi puntate il dito contro.
		Metti la testa a posto. Scegli la strada sicura.
		Sicura per chi? Per la vostra noia?
		Ma il vero inferno non ? la pressione.
		Il vero inferno ? quando non ti lasciano nemmeno lillusione della scelta.
		Quando qualcuno, pi? vecchio e pi? saggio,
		Ti strappa la penna dalle mani tremanti
		E firma il tuo destino al posto tuo.
		Ti dicono: ? per il tuo bene.
		Ti dicono: Un giorno ci ringrazierai.
		E cos? ti mettono su binari dritti.
		Senza curve. Senza sorprese. Senza aria.
		Sei appena partita,
		Non hai ancora fatto un solo passo con le tue gambe,
		Eppure ti sei gi? persa.
		Ti guardi allo specchio e non vedi pi? la ragazza che cerca la vita.
		Vedi il progetto di qualcun altro.
		Un fantasma che cammina dentro un futuro che non gli appartiene.
		? il furto pi? silenzioso del mondo.
		Ti rubano te stessa,
		Dicendoti pure che ti stanno salvando.

		 

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		Danza sullabisso

		A quellet? la vita non pesa nulla.
		La porti in tasca come una cartaccia inutile,
		Pronta a scommetterla per un brivido casuale.
		Pensi che il tempo sia un pozzo senza fondo,
		E la morte  solo un trucco cinematografico.
		Salivo su macchine guidate dallebbrezza e dal buio,
		Senza chiedere dove stessimo andando.
		Volevo solo sentire il vento che gridava pi? forte dei miei pensieri.
		Sfidavo la velocit? su due ruote,
		Sentendo lasfalto baciarmi le ginocchia,
		Lasciando brandelli di pelle come offerta alluniverso.
		Nuotavo di notte in acque che non conoscevo,
		Sfidando il nero che voleva trascinarmi a fondo.
		Innamorata del pericolo, perch non sapevo amare me stessa.
		E non rischiava solo il corpo.
		Permettevo agli altri di trattarmi come unombra.
		Ero una serva in attesa di una briciola dattenzione,
		Nascondevo i miei desideri sotto il tappeto,
		Dimenticando che la mia anima non si d? in affitto.
		Camminavo sul filo del rasoio,
		Sicura della mia immortalit?,
		Anche se, in realt?, avevo solo gli occhi bendati.
		Oggi guardo te, ragazzina stupida e coraggiosa.
		Non essere come me.
		O essilo, se ? lunico modo per svegliarsi.
		Ma ascolta attentamente il suono del tuo cuore:
		? un orologio che non torna indietro.
		Questa carne, questo respiro, questo caos

		? lunica occasione che hai.
		Non ci sar? un secondo ciak.
		La vita ? un film in diretta,
		E non ci sar? unaltra vita
		Per imparare a non morire prima del tempo.

		  

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Se il mondo ti d? della pazza, ringrazialo. Significa solo che a loro manca limmaginazione per leggere il tuo copione







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		Il Miraggio

		Ti innamori dellidea ancora prima di sentirne il respiro.
		? una malattia bellissima, lo ammetto.
		Mani che si sfiorano, messaggi letti allalba,
		Discorsi vuoti che sembrano poesia.
		Credi che sia il destino,
		Credi che lui sia il fuoco,
		E sei pronta a bruciare.
		Li vestiamo di luce, questi ragazzi qualunque.
		Cuciamo loro addosso ali perfette,
		E non ce ne frega un cazzo che siano fatte di cera.
		Vogliamo la magia. Vogliamo il brivido.
		Siamo pronte a scambiare lanima per un battito accelerato.
		Ma poi arriva il mattino.
		La luce del sole ? un giudice spietato.
		Lo guardi da vicino, attraverso la nebbia del desiderio,
		E vedi solo pelle. Nessun mistero. Nessun inferno.
		Il demone che ti eri inventata
		Si sgonfia in un uomo che ha paura di volare.
		La magia evapora, come fumo di sigaretta.
		Il castello crolla, ma senza alcun rumore.
		Te ne stai l?, con lanima a met? strada verso labisso,
		Avendola quasi venduta alla persona sbagliata.
		Quasi.
		Sorridi, ti sistemi il trucco,
		E chiudi la porta.
		Perch hai capito una cosa importante:
		Non si fanno patti con un diavolo di provincia.
		O bruci per davvero,
		O aspetti il prossimo salto.

		

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		La Fuga

		La citt? mi soffocava con il suo cemento e le sue risposte esatte.




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